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 Mais la vie sans Toi, Je sais pas.
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| CITAZIONE Non si è tirata indietro Sasha Cohen, sempre decisa a mettersi in gioco per riprendere l'agonismo e guadagnare un posto a Vancouver. Dopo l'annuncio ufficiale del suo ritorno, la pattinatrice americana si è messa al lavoro, con le idee ben chiare su quello che desidera realizzare.
Intervistata telefonicamente sabato scorso, la Cohen ha puntualizzato i motivi della sua scelta: "Ho realizzato che avrei avuto più di 50 anni della mia vita per fare altro e che non ero ancora pronta per cominciare proprio adesso. Ho capito che il pattinaggio è il mio scopo nella vita; mi sono mancati quell'energia, quell'intensità, il senso dei miei giorni. Mi sono mancati i tempi buoni e quelli cattivi, gli stimoli che ne derivano." Certo, avrà contato la delusione per l'oro mancato di Torino, quando era a un passo dalla vittoria e dovette accontentarsi dell'argento. Così come l'aver capito che la squadra femminile americana non è così forte come nei vecchi tempi, che le giovani non sembrano in grado di puntare diritte all'oro né hanno il carisma che ha contraddistinto, presso il pubblico, lei stessa o Michelle Kwan.
Però il suo atteggiamento non è "torna la solita Sasha". Ha deciso di rinnovarsi, di percorrere una strada nuova. Spinta in questo anche dalla constatazione che il nuovo sistema di giudizio le impone il rinnovamento: "Non è più un sistema di crossover tra un salto e l'altro, è un sistema in cui sei veramente valutato per la complessità dei passi e degli elementi che ci metti in mezzo. Mi sto mettendo alla prova ogni giorno per essere una pattinatrice del nuovo sistema; certo, dopo 3 anni in cui non ho fatto questo, è stato duro non riprendere come prima, ma io accetto la sfida."
La Cohen ha detto di aver ritrovato tutti i suoi tripli, ma di dover lavorare ancora parecchio col suo allenatore Rafael Arutunian: "Abbiamo lavorato molto per aumentare la mia velocità e la mia forza. Voglio essere più resistente, più veloce, più forte di prima per il mio ritorno." Non ha fretta, dice, per i prossimi appuntamenti del Grand Prix (Bompard e Skate America) il suo scopo principale è studiare le reazioni dei giudici alla nuova Cohen e utilizzare queste informazioni per mettere a punto i programmi. Per arrivare ai Nazionali nelle migliori condizioni e ottenere il posto a Vancouver: "L'oro sarebbe incredibile. Non tanto per l'oro in sé, ma per quel che rappresenterebbe per me, il senso di quest'anno, tornare in forma, spingere me stessa, gareggiare con atlete più giovani, già credere che io possa farlo."
I suoi programmi, un pasodoble, "España Cañi", per il corto e la sonata "Al chiaro di luna" per il libero. Al Bompard, l'aspetta un rientro davvero duro, avrà come avversarie nientemeno che Yu-Na Kim e Mao Asada, oltre a Joannie Rochette, Carolina Kostner e Caroline Zhang. Non manca molto, tra un mese avremo le prime risposte. Fonte: ARTONICE |
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